Signore e Signori

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di Fiammetta Moretti
© riproduzione riservata

Giuliano Marongiu è il volto della Cavalcata Sarda:«La responsabilità è grande, ma l’onore di più!»

È sul finire della giornata, quando il percorso è stato battuto da tacchi, bottinos e zoccoli che i suoni della tradizione prendono il sopravvento; è allora che i gruppi si preparano ad intrecci di avambracci e piccoli disegni tracciati con la punta dei piedi sulle assi del grande palco in piazza d’Italia. Passu torrau, passu a trese, ballu tundu e altri da 15 anni vengono introdotti ed annunciati da Giuliano Marongiu.

Mamma lombarda, padre sardo, inizia la sua carriera di conduttore negli anni 90. Tutto ciò che suona sardo lo coinvolge ed affascina; decine di produzioni musicali, centinaia di spettacoli pensati, prodotti e condotti nelle piazze dell’isola, altrettante puntate andate in onda in televisione; trent’anni di successi di un personaggio molto amato dal pubblico.
Oggi Giuliano è il volto delle manifestazioni dalla forte identità isolana.

 

Ciao Giuliano, benvenuto sulle pagine di City&City, mai numero fu più adatto ad ospitarti! Cosa rappresenta per te la Cavalcata?

La Cavalcata è una bella signora di 70 anni che non dimostra la sua età; è lo spettacolo della bellezza che torna ogni anno come la Primavera nella quale fiorisce; di questa stagione ricama i colori che migliaia di persone indossano con fierezza e spirito di appartenenza; con ogni gruppo sfila un centro con le sue tradizioni e la sua memoria.
Una festa che ogni anno si rinnova e manda in archivio un evento che non è mai la replica del precedente; lo spirito libero, le danze e i suoni, le maschere, l’interazione tra protagonisti e pubblico e l’esplosione di colori accesi dal sole di maggio, concorrono a rendere unica e speciale ogni edizione.

 

Oramai sono 15 le edizioni della Cavalcata che ti vedono condurre la serata in Piazza d’Italia: una bella responsabilità…
Da 15 anni ho il piacere di raccontare da Sassari a spettatori e telespettatori una storia che nasce nel segno dell’accoglienza; sento forte la responsabilità e ad ogni edizione emozione e orgoglio si rinnovano fin dall’alba, prima che si apra il grande sipario sulle vie che portano al centro: un silenzio quasi irreale precede l’invasione dei gruppi in costume, dei cavalli e cavalieri, della folla che applaudirà al passaggio di una Sardegna che cammina. In poche ore il corteo trasforma la città in suono, canto, ballo, gioiello, tessuto, ricamo, colore, identità.
La responsabilità è grande, ma l’onore di più!

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