Emergenza coronavirus: Character attiva la produzione di schermi filtranti

Emergenza coronavirus: Character attiva la produzione di schermi filtranti

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L’azienda donerà 5000 pezzi alla città di Sassari e ai suoi cittadini, «Per noi un dovere morale: chi può deve dare il suo contributo»

Una produzione da 5000 “mascherine” da mettere a disposizione della cittadinanza sassarese. Gli schermi filtranti saranno distribuiti direttamente da Character nelle strutture atte ad ospitare persone anziane e con disabilità, mentre sarà la Protezione Civile ad occuparsi della distribuzione ai centri di volontariato e ai cittadini. Una protezione realizzata in tessuto non tessuto consistente, morbida, resistente all’umidità, a elevata capacità di barriera e facile da indossare anche per gli anziani. Character, azienda sassarese operante nel settore della stampa e cartotecnica digitale ecologica, scende in campo al fianco della città di Sassari. Della sua città. E dei sassaresi.

Da ieri l’azienda di Antonello Fadda – oltre a prodigarsi per soddisfare, nel pieno rispetto delle regole e delle norme di sicurezza dei lavoratori, le commesse di committenti attualmente impegnati nella lotta al diffondersi del contagio – ha riconvertito parte della sua operatività e iniziato a produrre schermi filtranti (non Dpi e quindi non utilizzabili presso le strutture sanitarie ma realizzati in conformità all’articolo 16 comma 2 del decreto del 17 marzo) che saranno donati alla comunità e distribuiti gratuitamente. Si tratta di
uno dei presidi, attualmente fra i più difficili da reperire, utilizzati per limitare il passaggio del virus da persona a persona nel corso degli spostamenti di primaria necessità.

Antonello Fadda, titolare di Character: «Non potevamo restare a guardare. Nessuno può esimersi da fare la sua parte. In primis restando a casa, quando possibile. Ma anche mettendo al servizio dell’emergenza i suoi know how, la sua catena di produzione. La volontà dio fare qualcosa di utile. La mia squadra, che ringrazio per l’impegno dimostrato anche in questa situazione grave e surreale, si è messa subito a studiare e lavorare per far sì che l’idea potesse trasformarsi in realtà. Oggi, dopo i primi test effettuati, abbiamo prodotto i primi 1000 pezzi. Abbiamo messo in campo tutta la nostra tecnologia d’avanguardia e la professionalità del personale interno per rispondere alla richiesta impellente di misure di contenimento legate all’emergenza sanitaria coronavirus. Non sono dispositivi adatti a supportare medici e infermieri in prima linea, ma possono comunque aiutare a limitare il contagio nella quotidianità de nostro vivere».

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