DINAMO, MARKOVSKI SOSTITUISCE FEDERICO PASQUINI

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Il presidente Stefano Sardara ha presentato ufficialmente Zare Markovski il nuovo allenatore della Dinamo Sassari durante la conferenza stampa tenutasi alla Club House di Sassari questa mattina.

Markovski, commissario tecnico della nazionale rumena, aveva già allenato i giganti nelle stagioni 1992/93 e 1993/94, sostituisce il coach Federico Pasquini e debutterà contro la Leonessa Brescia questa domenica al PalaSerradimigni.

« Dobbiamo lavorare tutti per dare il massimo e raggiungere i risultati » ha spiegato, «il momento non è semplice per la squadra. Io penso alle prossime cinque settimane che ci porteranno ai playoff. C’è poco tempo per allenarsi e non ho ancora una stima del materiale che avrò in mano, ma cercherò di trovare gli equilibri giusti per consentire ai ragazzi di avere nelle mani tutti i punti di cui sono capaci ».

 

Sala Stampa

“Vorrei partire ringraziando Federico per il lavoro che ha fatto – parla il presidente Stefano Sardara – perché ha fatto secondo me un gran lavoro sotto tanti punti di vista. Spesso dimentichiamo i momenti e i contesti in cui certe scelte sono state fatte: Federico è arrivato a Sassari come general manager e nel momento in cui governare la squadra era diventato  un grosso problema, tant’è vero che Calvani si era dimesso, con una classifica piuttosto complicata, lui ha preso in mano la squadra. Abbiamo raggiunto i playoff, siamo usciti al primo turno ma quello di Federico all’epoca fu un ottimo lavoro e per questo fu confermato per l’anno successivo, cioè la scorsa stagione, quando invece il lavoro fatto è stato ottimo. Abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia, siamo entrati nelle prime 8 di BCL e siamo arrivati ai playoff. Anche se poi la post season non è andata bene c’erano i presupposti per poter proseguire. Quest’anno purtroppo non è andata bene, la responsabilità è mia perché le scelte le ho fatte io e qualunque colpa deve ricadere esclusivamente su chi ha fatto scelte ma devo dire grazie a Federico, perché anche in questo contesto, nel momento in cui si è reso conto che una faccia nuova poteva risolvere un problema che – condivido – non è prettamente di natura tecnica, ha fatto un passo indietro. E questo lo fa solo chi ha a cuore una società, è Federico la ha a cuore.
Non aggiungo altro, non è il momento, ora bisogna pensare a portare la nave in porto, dobbiamo raggiungere i playoff e giocarci questa stagione che sono convinto possa ancora riservare delle ottime sorprese, perché io credo ancora nelle potenzialità della squadra: ieri l’ho incontrata, ho detto in maniera chiara quello che penso. Altre cose avrei voluto dire oggi ma credo che non sia il momento. Ora è invece il momento di ridare semplicemente il benvenuto, anzi il bentornato, a Zare, che la Dinamo ce l’ha tatuata sulla pelle. La telefonata per chiedergli di venire a Sassari è durata forse 30’ secondi, ha subito accettato la sfida con entusiasmo”.

Zare Markovski:

“Per quello che riguarda il passato e gli affetti, non posso che dire che la Dinamo rappresenta una bella pagina della mia carriera, della mia storia, riconoscendo il reciproco affetto che si è creato dall’inizio, da quando sono venuto qui giovanissimo con la mia famiglia. Abbiamo creato una amicizia e un affetto di oltre 25 anni, è veramente un piacere rivivere tanti ricordi. Ora guardiamo al futuro, l’oggi domani sarà ieri, cerchiamo di dare il meglio oggi per cercare di dare ogni giorno di più, così che possa essere meglio anche il passato.
Parliamo della squadra, parliamo del momento: certamente quando esce un allenatore è un momento difficile e triste, condivido tutto ciò che ha detto il presidente riguardo al fatto che da quando Federico è arrivato a Sassari ha lasciato la propria impronta positiva, sotto tanti aspetti. Io adesso penso soltanto al domani, da questo momento il domani dura 5 settimane, bisogna ottenere il meglio di ciò che la squadra può dare e riportare la Dinamo in zona playoff. Non vedo l’ora di comincaire ad allenare e iniziare a dare il mio contributo a questa società nella quale sono nato e che fa parte della mia vita.
Il lavoro sarà certamente impegnativo, ieri ho seguito la conferenza stampa di Federico che è stata intellettualmente molto onesta. Ha detto che la pallacanestro è molto cambiata negli anni e che oggi i giocatori non sono più quelli di tanti anni fa, penso che questo lo vediamo anche nella quotidianità. A  Sassari abbiamo avuto prime scelte del draft e ora non le abbiamo, c’erano  giocatori molto più tecnici perché i ritmi permettevano a quelli tecnicamente bravi di esprimere il loro valore. Ora invece, dove tutto corre più in fretta, dove si gioca ogni tre giorni, dove non c’è neanche tempo per allenarsi, siamo molto più nelle mani dei giocatori e nelle loro caratteristiche, non soltanto tecniche ma caratteriali. Ho bisogno di lavorare con la squadra, conoscerla e impegnarci duro ogni giorno. Bisogna raccogliere più vittorie possibile, bisogna continuare a lavorare per questo campionato e arrivare ai playoff, questo è l’unico obiettivo che ora conta”.

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