Dinamo Lab

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Dinamo Lab, intervista a Gian Mario Dettori

Pag.28-29 - Dettori

Abbiamo incontrato il vicepresidente della Polisportiva Dinamo Banco di Sardegna per parlare di Dinamo Lab.

Un’avventura che ritrova la massima serie dopo un solo anno di gestazione. Sassari ritorna a giocare contro le corazzate?

Dinamo Lab nasce un anno fa. Abbiamo fondato una nuova società chiedendo di essere ammessi a partecipare alla serie B che abbiamo vinto a punteggio pieno. Oggi siamo ai nastri di partenza della serie A. Spero che possa esserci un parallelismo con il basket tradizionale.

Spesso gli atleti con disabilità si scontrano con delle realtà che non sono accettabili in un paese civile: impianti, organizzazione dei viaggi e tutte le situazioni che penalizzano le persone diversamente abili. Cosa ne pensa?

Ci tengo a dire che il basket in carrozzina è una vera e propria disciplina sportiva che ha un regolamento e una federazione. È giustosapere che non c’è niente di riduttivo. E’ uno sport che va saputo apprezzare per la disciplina che rappresenta senza fare paragoni col basket tradizionale. Noi guardiamo a questi ragazzi come a dei professionisti della pallacanestro. Le loro trasferte sono organizzate esattamente come quelle degli altri atleti della Dinamo. C’è pari dignità a tutti gli effetti e noi teniamo moltissimo a questa costola della nostra Polisportiva. Crediamo che Sassari possa, con i giusti passi e con i giusti investimenti, tornare ai fasti di un tempo anche in questa disciplina.

Sassari vanta sei titoli nazionali, una Coppa dei Campioni, diverse Coppe Italia: una storia già tracciata. La Polisportiva Dinamo trae nuova forza da altre realtà europee in cui le società e i tifosi fanno quadrato attorno alle squadre che si cimentano nei campionati “wheelchair”?

Conosciamo bene quelle realtà. Sappiamo come funzionano e come operano. Vanno studiate accuratamente e per fare questo abbiamo bisogno dei tempi necessari. Non è mai nostra abitudine sbilanciarci.

Il Galatasaray ha trentamila tifosi a supportare la squadra. Per gli atleti sono gratificazioni che vanno al di là del risultato delle gare. Crede che potrà accadere anche a Sassari?

Sono realtà ancora distanti dalla nostra, sia in termini di cultura sportiva che di risorse economiche. A Sassari siamo ancora agli inizi ma posso promettere personalmente a chiunque verrà al Palazzetto a seguire la Dinamo Lab che non mancherà il divertimento. Sono atleti eccezionali, con delle risorse incredibili e una forza di volontà fuori dal comune. Chiunque faccia sport dovrebbe prenderli ad esempio.

Ico Ribichesu
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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