Diario semiserio dal pianeta America (1)

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Marta CiuskiMiami chiama Sardegna

Che ci fa una sassarese in Florida? Non lo so! Mi chiamo Marta e ho vissuto in varie parti del mondo per periodi più o meno lunghi tanto che ormai non ricordo bene come sia finita qui. Ho deciso comunque di raccontarvi un po’ della mia vita negli USA e delle particolarità che qui non mancano di certo. La mia concezione degli Stati Uniti si era formata con anni di telefilm e serie televisive ed ero infarcita di stereotipi e luoghi comuni, come accade spesso quando non si abita stabilmente in un luogo.

Vivo qui da ormai cinque anni e posso assicurarvi di aver avuto modo di cambiare idea su tante cose. I primi tre anni li ho trascorsi a Miami, la città delle vacanze per eccellenza, piena di sorprese, alcune anche molto particolari. Una cosa che ad esempio non tutti sanno è che il 65% degli abitanti di Miami è di origine latina, cioè proveniente dal Sud America, e questa influenza si fa sentire moltissimo sotto vari aspetti. Pur essendo una città bilingue l’idioma più parlato è lo spagnolo. L’inglese infatti si sente pochissimo tanto che molte persone non lo parlano minimamente. Per questo motivo anche la cucina ha una grande influenza caraibica, molto speziata e tropicale, eppure mai avrei creduto che uno dei piatti più tipici sia proprio il “lechon”, ossia il porcetto arrosto, preparato con lo stesso metodo che usiamo noi in Sardegna.

A Miami le persone tendono a riunirsi in quartieri dove ricreano i paesi d’origine in modo più o meno esplicito: Little Haiti (haitiani), Pequeña Habana (ex quartiere cubano ora abitato principalmente da centroamericani), Hialeah (nuovo quartiere cubano), Doral (venezuelani), ecc. La maggior parte dei nostri connazionali preferisce stare a Miami Beach, dove infatti si respira una forte aria “italiana”, sia nello stile molto fashion che per la grande quantità di locali e ristoranti tra i quali non posso non citare il “Sardinia Ristorante”, dove è possibile trovare i piatti ed i vini tipici della nostra amata isola.

Molto particolare e poco conosciuto è il lato “magico” della città. Caratteristica di Miami, poco nota e decisamente misteriosa, è infatti la “santeria”, una sorta di religione tramandata tra i vari abitanti di origine caraibica. Spesso si vedono statue di santi cristiani che hanno però nomi di divinità africane e che vengono venerate in modi molto particolari con offerte di fiori, sigari o rum. I “santeri” si riconoscono perché vestono di bianco da capo a piedi compresi tutti gli accessori, dall’orologio, all’ombrello, escluse le tantissime collanine colorate che portano al collo a testimonianza dei propri “poteri”. Si occupano infatti di guarigioni e riti contro la cattiva sorte con uso di erbe e sacrifici animali. E’ proprio il caso di dire: “Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio!”. In giro per la città è facile trovare negozi con articoli magici, erbe, animali essiccati e le famigerate bamboline voodoo. Insomma, anche se la cosa a noi può sembrare simpatica è bene ricordare che molte persone vivono immerse in questa realtà “magica” che a volte li porta a subire veri e propri deliri. Miami quindi è una città perfetta se si ha intenzione di passare delle vacanze in pieno relax ma viverci non è affatto semplice, anche a causa di una fitta rete sotterranea di delinquenza e malavita.

Da circa due anni mi sono trasferita a Jacksonville, nella parte più a nord della Florida. Qui è tutto molto diverso da Miami. La vita è pacifica e le regole vengono rispettate in modo più diligente. Non è sicuramente un posto adatto a chi ama il divertimento sfrenato perché qui il concetto di svago è più legato alla natura e alla vita all’aria aperta. Una delle cose che più mi hanno colpito da quando sono arrivata è l‘educazione e la gentilezza delle persone, sempre molto disponibili. È curioso il fatto che tutti, per strada o in qualsiasi altro posto, ti salutino pur vedendoti per la prima volta. Devo specificarvi a questo proposito che una delle difficoltà maggiori che si possono riscontrare nella vita negli USA è quella che si ha nell’instaurare amicizie profonde. Si conoscono le persone, ci si vede ogni tanto, ma sempre in modo superficiale. Non esiste un concetto di amicizia assimilabile al nostro che è fatto invece di frequentazioni assidue e grande confidenza. C’è comunque da dire che qualcosa in comune l’ho trovata! Le riunioni tra amici per il BBQ (barbecue), soprattutto in occasione delle feste nazionali: un pò come le nostre ziminate a Sassari!

Dimenticavo, ho un fidanzato! No, non è americano! E’ italiano anche lui, si chiama Mirko ed insieme teniamo un video blog, una sorta di diario, sulla nostra vita qui negli Stati Uniti. Io però conto di mantenere un filo diretto con la mia città qui sulle pagine di C&C.

In attesa del prossimo numero:

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Marta Ciuski

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