Coppa e Supercoppa

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DINAMO-COPPA-SUPERCOPPAIl primo ed indimenticabile trionfo sassarese tra le mura di casa

La prima volta non si scorda mai.

Ma vuoi mettere la seconda.

In questa tornata di SUPERCOPPA lo scenario della FINAL FOUR non è stato il mastodontico impianto della metropoli milanese.

Il teatro è stato il nostro PALASERRADIMIGNI, insolitamente non gremito per questo appuntamento eccitante tra i migliori dello scorso campionato ed i protagonisti della recente COPPA ITALIA.

Una finale annunciata, che precede il vero duello della prossima stagione tra la magna MILANO di Giorgio Armani e l’agguerritissima SASSARI di Stefano Sardara e Meo Sacchetti.

Non ce ne vogliano la valorosa Reggio Emilia del nostro amato MAN-DRAKE Diener e Lavrinovic, la Venezia rafforzata dalla diaspora senese e la sempre competitiva CANTU’:  questa è la vera sfida del 2014-15.

Dopo essersi chirurgicamente sbarazzati della incompleta e rabberciata Acea Roma e della coraggiosa ed interessante Brindisi, le due favorite della vigilia hanno disputato la finale prevista dai pronostici.

Avevamo un incantesimo da sfatare: le leggendarie SCARPETTE ROSSE  avevano sempre considerato la Sardegna una terra di conquista.

Mai un successo in casa nelle precedenti contese.

Questa prima vittoria acquista un sapore doppiamente accattivante.

Il TABU‘ viene abbattuto, sotto i colpi di maglio del poderoso LAWAL sulle plance, la travolgente trazione anteriore degli effervescenti DYSON ed EDGAR SOSA ed uno strapotere fisico della nuova Dinamo, meno bella e decisamente più robusta della squadra precedente.

E’ un Banco tostissimo.

La squadra disegnata da Stefano Sardara e Federico Pasquini per l’eccitante esordio sardo nella massima competizione continentale – l’EUROLEGA del gotha cestistico europeo – è di grande valore.

LOGAN e SANDERS sprigionano solo ad intermittenza il devastante potenziale di esperienza e talento, ed il nuovo arrivato MARCO CUSIN deve ancora prendere le misure degli schemi nuovi di Sacchetti.

Ma la squadra che trattiene a Sassari la Supercoppa – un meraviglioso bis della coccarda tricolore di qualche mese fa – sembra più forte di quella indissolubilmente legata alla classe superiore dei cugini e di Caleb Green.

La nuova panchina è molto lunga.

La rotazione del roster è decisamente più ampia e profonda.

Sarà un cammino massacrante fino ai play-off, alternato alle dispendiose trasferte contro alcune corazzate straniere a metà settimana..

Ed ecco il significato di questa imponente campagna acquisti, che ha elettrizzato il pubblico sassarese e lascia pregustare una nuova annata di gioie e feste dopo l’ouverture trionfale di Supercoppa italiana.

Nella finale contro GENTILE e compagni la partita è sempre stata saldamente nelle mani della Dinamo, che solo poche volte si è lasciata minacciosamente avvicinare dalla rabbiosa reazione di orgoglio dei campioni d’Italia prima del nuovo strappo di JEROME DYSON e Sosa.

Alcune cose sono evidenti all’occhio attento del pubblico.

La determinazione nella difesa è sempre alta e non permette cali di tensione, ma dopo tanti anni il peso ed i muscoli sotto i tabelloni sono straordinariamente più intimidatori ed aumentano tanto le soluzioni offensive del Banco, che in passato ricorreva al tiro da fuori.

Adesso il perimetro è decisamente più ampio ed è facile dare palla sotto.

Un’altra cosa che appare evidente è la gestione del minutaggio.

La squadra di quest’anno ha almeno dieci titolari veri, e si può garantire ampio respiro senza avere paura del quarto fallo di un uomo del quintetto.

Inoltre si vede un maggiore ricorso all’uno contro uno contro le difese schierate ed è migliorata la gestione della palla, che nella precedente stagione risentiva dei cali fisici di Travis e dell’istintività di Marques.

Ci sbilanciamo: la formazione vista in Supercoppa è da SCUDETTO.

Naturalmente il basket è un eterno WORK IN PROGRESS: e qualche squadra delle prime sei potrebbe calare all’improvviso l’asso che sposta gli equilibri dei play-off, a cominciare dalla Milano battuta nel primo assaggio e pronta ad una ghiotta rivincita con nuovi innesti dello starting five.

Ma la favola della simpatica e promettente Sassari è finita.

Presto saremo molto meno simpatici di prima.

Ora la Dinamo vince, e non è più la frizzante meteora.

Si guarda con ammirazione al modello societario e di marketing costruito con grande intelligenza da Stefano Sardara e dal suo staff, e si studia questo modello identitario di club che avvolge interessi e passioni di una regione intera con la sua qualità tecnica e l’organizzazione puntuale.

Questa seconda vittoria nazionale in pochi mesi cancella la sensazione di un’impresa storica ed offre la consapevolezza di una mina vagante pronta a lanciare la sua sfida al glorioso team milanese della DOPPIA STELLA.

Il basket a Sassari è una cosa seria.

Ico Ribichesu

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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