Come si cambia

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La coccarda sul petto e tanti nomi nuovi per la Dinamo 2014-15

Stropicciatevi gli occhi.

Niente è come avete lasciato al PALASERRADIMIGNI, prima di tuffarvi in questa nuova estate nuvolosa e malinconica.

Il nostro BANCO non è più la simpatica comprimaria – in grado di offrire un basket spettacolare e rapido – ma è la regina della Coppa Italia.

La breve avventura del PALASSAGO non è stata una favola.

Sulle maglie biancoblu della Dinamo è possibile ostentare la coccarda tricolore, che saluta per tutta la nuova stagione l’ingresso eterno nel club dei vincenti e la nuova dimensione del club di Stefano Sardara.

Il roster è radicalmente cambiato.

Resiste tutta la colonia italiana, che è lo zoccolo duro di Meo Sacchetti ed una panchina affidabile nelle rotazioni.

Possiamo ancora applaudire l’eterno magistero del fromboliere Manuel Vannuzzo, la lectio magistralis della fase difensiva di Jack De Vecchi, l’eclettismo esplosivo di Brian Sacchetti, la spinta offensiva di Massimo Chessa e l’impetuosa crescita mentale del giovane talento Amedeo Tessitori.

Ma tutto il resto è un mondo misterioso da esplorare.

E’ stata strappata ai cinquemila tifosi la coperta di Linus. Non possiamo più scaldarci e proteggerci all’ombra delle geniali intuizioni di Travis Diener, il genio che ci ha reso grandi. Dopo un triennio memorabile, il formidabile playmaker ha detto basta ed è tornato negli Stati Uniti per dedicarsi alla famiglia ed avviare una nuova carriera di coach nella franchigia di Marquette.

Il cugino Man-Drake ha sorpreso tutti, e qualcuno grida scioccamente al tradimento: il professionismo ha le sue regole.  E non possiamo pretendere dal MVP della precedente regular season un esilio forzato in altra lega, se arriva un’offerta ghiotta da Reggio Emilia e la fine di un ciclo eccezionale in terra di Sardegna.

Sono partiti tutti: l’enigmatico Drew Gordon ed il lunatico Omar Thomas, il bravissimo ed efficace Caleb Green e l’irrisolto folletto Marques Green, e gli ultimi balzi del lungo ed esperto Beniamin Eze.

Si riparte senza inutili sentimentalismi.

Il direttore sportivo Federico Pasquini ha lavorato bene ed ha pescato dal buon budget del club alcune opzioni di prima grandezza, che teoricamente disegnano una squadra ancora in grado di stare al vertice.

Sarà la legge del parquet a dare le giuste risposte.

Ma qualcuno potrebbe offrire un nome più appetibile dell’ex brindisino Jerome Dyson, in cabina di regia? Il carismatico leader 27enne di Rockville ha dalla sua un talento innato e grandi doti atletiche, che aumenteranno notevolmente i ritmi del Banco dopo i malanni di Aladiener e le altalenanti performances di Marques.Il campione sarà chiamato a respirare in panca con un cambio di sostanza.

Edgar Sosa era un grande giocatore, giura Chessa che lo conosce bene: grandi bottini e molte soluzioni offensive dal perimetro. Non ha la stessa nitida visione di gioco di Dyson, ma il portoricano può innestare delle grandi accelerazioni nella Dinamo gagliarda che nasce.

Sostituire Drake è una parola.

La prima esperienza continentale dei sardi – quest’anno è EUROLEGA contro il Real Madrid: se è un sogno non svegliateci – ha fatto individuare al managemen due ottimi prospetti di grande personalità e buona tecnica.

David Logan è un play-guardia molto concreto e di spietata freddezza nel momento del tiro decisivo: un killer dell’ultimo secondo che ha fatto la differenza nel campionato tedesco e nel torneo continentale.

Le sue mortifere percentuali dagli otto metri dovrebbero colmare il gap.

L’ala piccola è il buonissimo Rakim Sanders, giovane e devastante atleta di gambe supersoniche ed elevazione prodigiosa, che ama un basket coast to coast per sprigionare il suo atletismo eccezionale. Sanders garantisce bottini notevoli ed è un giocatore sempre pronto a sporcarsi le mani per la squadra, con qualche calo di tensione che il sergente Meo saprà correggere convenientemente.

Il lungo addio di Travis e l’insufficiente potenza del reparto lunghi è stato il tallone d’Achille del Banco, che ha conquistato la terza piazza finale alle spalle dell’imbattibile Milano e della scomparsa Mens Sana di Siena.

Questa volta si fa sul serio:è un colpo da maestro la firma di Jeff Brooks, ala forte ricca di tecnica e spettacolare. Il ragazzo è reduce da esperienze molto confortanti in Italia con le maglie di Cantù e Caserta, e promette di non fare rimpiangere l’ottimo Caleb.

Saranno di grande aiuto i centimetri ed il peso, la solida praticità e la buona mano dello slavo Radislav Todic – altro ex brindisino reduce da un buon campionato – che è un combattente di razza ed un atleta generoso in grado di regalare minuti e punti preziosi alla Dinamo.

L’ultimo acquisto è quello che non ti aspetti: non è quello ex Milano e Roma, ma Shane Lawal re dei rimbalzi a Verona.

A noi sembra una squadra da final four: e voi ci credete?

Ico Ribichesu

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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