C’È LA POSTALE PER TE

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di Andrea Loi

La Polizia telematica in prima linea contro le frodi su Internet e i rischi del Social

Con l’avvento del web 2.0. il virtuale è diventato parte integrante della vita quotidiana di ogni persona, dai bambini agli anziani. L’uso massiccio di Internet, dei servizi multimediali e dei contenuti che offre, espone i fruitori a diversi rischi: anzitutto le dipendenze da social network, chat e giochi, quelle che non fanno staccare mai gli occhi dal proprio smartphone. Poi lo stalking, il cyberbullismo, la pedofilia e la pedopornografia. E ancora, furti di identità e di dati sensibili. Truffe ed estorsioni di vario tipo, danni a sistemi informatici e violazione di database, nel caso di grandi aziende ma anche di piccole società o privati. La navigazione sicura online dovrebbe, per queste ragioni, non essere mai sottovalutata e coniugare buone conoscenze tecniche con un atteggiamento corretto in Rete. Abbiamo incontrato Antonio Polo, assistente capo della Sezione di Polizia Postale e delle Comunicazioni di Sassari che dal 1999 si occupa di reati informatici.

 

Parliamo di un argomento molto scottante che ha preso piede con la diffusione dei social networks negli ultimi anni: le ingiurie e le diffamazioni on line.

I social networks sono fatti di persone. Oggi ne esistono per tutti i gusti e con caratteristiche diverse: LinkedIn, Instagram, Snapchat e gli “anonimi” THISCRUSH, SARAHAH, ASKFM. Sono nati per favorire i rapporti interpersonali, ognuno di noi ha la possibilità di costruirsi la propria identità online e la propria rete di amicizie e condividere, potenzialmente con oltre 3 miliardi di persone, la propria opinione, il proprio pensiero e punto di vista su qualsiasi argomento. Anche se oggi non è più corretto parlare di vita reale e vita virtuale, dal momento che Internet è parte integrante della nostra quotidianità, è anche vero che quando siamo online, dietro ad un monitor, spesso la nostra indole cambia. Da una parte abbassiamo la guardia e tendiamo a fidarci, dall’altra dimentichiamo le basi dell’educazione o forse, chissà, riveliamo chi siamo veramente.
L’anonimato che la rete, solo apparentemente, sembra garantirci ci “autorizza” a sputare odio verso gli altri. Proprio in questi giorni è uscita sull’Ansa la notizia di un operaio piemontese che è stato condannato per aver commentato su Facebook la morte di un ragazzo meridionale di 17 anni: “Quando vedo queste immagini e so che nella bara c’è un terrone ignorante, godo tantissimo. Peccato che ero al Nord altrimenti avrei c……. su quella bara bianca”.
Qui leggiamo ingiurie, diffamazioni, ma anche tanto odio gratuito. In molti casi basterebbe utilizzare l’importante funzione “salva in bozze”, sbollire e poi rileggere quello che abbiamo scritto, altre volte immedesimarsi nell’altro e chie  dersi: “come reagirei se qualcuno condividesse contro questo contenuto?” Che emozioni e sentimenti sto provando nell’immaginarmi il protagonista di quel video, foto o commento? Dobbiamo metterci in testa che quello che avviene nel virtuale, nel bene o nel male, ha effetti reali nella vita di tutti i giorni.

 

I crimini informatici hanno superato quelli “tradizionali” e ovviamente le carte di credito sono state prese di mira. Come difendersi e non rischiare di trovarsi il conto corrente svuotato?

Le statistiche ci dicono che sono in notevole diminuzione le rapine e in aumento i crimini finanziari che riguardano le carte di credito e i conti gestiti online. Sono in aumento gli episodi e in calo l’importo per singola operazione. Per quanto riguarda le carte di credito ci possiamo trovare in due diverse condizioni. Nella prima ipotesi le carte vengono sottratte dal circuito postale, oppure viene sottratto un database online dai criminale informatici; in questo caso il titolare può solo fare attenzione agli addebiti e segnalare immediatamente alla propria banca il disconoscimento di una o più transazioni. Nella seconda ipotesi è il titolare che perde il controllo della propria carta. La carta ha tutti i dati sensibili stampigliati nel supporto plastico, quindi basterà annotarli o fare una foto con lo smartphone per avere a disposizione tutto ciò che serve per effettuare degli acquisti online. Anche le e-mail o i messaggi di phishing sono ancora efficaci. Mi sentirei di dare questi consigli:

1) Verificare sempre l’estratto conto (dopo 60 giorni le operazioni non si possono più contestare). 2) Non perdere il controllo della carta durante i pagamenti. 3) Attivare l’sms Alert anche per piccoli importi. 4) Non inserire i dati bancari o delle carte di credito in risposta a e-mail o sms. 5) Prima di inserire i dati della vostra carta su un sito online verificatene la genuinità.

 

Oggi il 34% del bullismo è online e in chat. Il reato di cyberbullismo è Legge. Come difendersi da questo fenomeno dilagante?

Bullismo e Cyberbullismo sono fenomeni balzati tragicamente agli onori della cronaca con più frequenza in questi ultimi anni. Il cyberbullismo è un fenomeno ancora più complesso, perché, a differenza di quello “tradizionale”, si manifesta nelle piazze virtuali: chat, social network, giochi virtuali interattivi online, blog, servizi di messaggistica istantanea, gruppi virtuali segreti o pubblici, che sono costantemente attivi. Questo comporta che la vittima non abbia la possibilità di sottrarsi in nessun modo alle aggressioni virtuali. Se anche si creasse delle nuove identità online, il cyberbullo potrebbe comunque agire indisturbato, pubblicando video, foto e messaggi, creati al fine di screditare la reputazione della vittima agli occhi del gruppo dei pari.

Ti senti di dare un consiglio alle vittime?

Subire il (cyber)bullismo fa stare male, l’arma più importante che avete è la parola, non vergognatevi. Subire in silenzio è sbagliato e controproducente. Affrontate il problema. Nascondendolo senza cercare delle soluzioni, senza parlarne con chi vi può aiutare (i vostri genitori, gli insegnanti) diventerà una montagna insormontabile. Un consiglio per i genitori: sappiate ascoltare con empatia i vostri figli, fateli parlare senza interromperli, senza arrogarvi il dono di sapere tutto. E non sottovalutate mai le loro difficoltà; quello che per un adulto può sembrare un episodio banale, per l’adolescente può essere un ostacolo invalicabile. Non giudicateli, aiutateli.

…E un monito per i prepotenti…

Provate ad immedesimarvi anche solo per un attimo nella persona che sta subendo le vostre azioni e vivete i suoi sentimenti, il suo dolore, la sua frustrazione, la sua impotenza. Non siamo degli oggetti, né uno strumento ma persone con una sensibilità. Pensateci, quello che state facendo non è un gioco, non è uno scherzo ma una delle azioni peggiori che un adolescente oggi può subire e di cui voi vi potete macchiare.

 

Fine prima parte
To be continued…

 

 

 

 

 

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