LUCA MANCA, IL CAMPIONE PRESENTE ALLA SFIDA COL DESTINO

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di Laura Fois

“Dalla Dakar al coma, non ho mai avuto paura”

 

Foto: Luca Manca Facebook Fan Page

 

Nel 2010 un incidente durante la Dakar, uno dei rally più famosi e pericolosi al mondo, costringe Luca Manca a due mesi di coma all’ospedale Santiago del Cile. Dopo una lunga riabilitazione («ho dovuto riprendere da zero, imparare di nuovo a parlare, camminare, andar sulla bici e infine sulla moto»), corre nel 2013 il Rally di Sardegna, la Sei Giorni e la Merzouga per ottenere l’idoneità a correre di nuovo la Dakar. Il rientro sulla ex Parigi-Dakar avviene proprio quest’anno, ma per una infezione respiratoria è costretto al ritiro a due tappe dal termine. «Tossivo catarro con sangue, ho resistito nove giorni, mi davano la morfina, non sentivo il senso di fame e di sete, rischiavo la disidratazione. Considera che un giorno di Dakar vuol dire affrontare una tappa di mille chilometri. In dieci giorni ne ho fatto 9500. Cosa mi motiva a farlo? L’ambiente, la sfida con se stessi, cercare di esserci mentalmente e arrivare alla fine, dimostrare che tutto l’impegno e l’allenamento che hai fatto è valso a qualcosa. Lo sport è una gioia per me».

 

Foto: Luca Manca Facebook Fan Page

 

Luca Manca prima dell’incidente stava per diventare un pilota ufficiale e firmare un contratto da professionista. Annovera due titoli italiani e un secondo posto nel Rally dei Faraoni del 2009. L’incidente gli spazza via l’obiettivo di una vita.«Non avevo più equilibrio, per tre anni e mezzo prendevo psicofarmaci. Ho ripreso giorno dopo giorno, mi alleno durante la pausa pranzo dal lavoro (nell’azienda di famiglia), facendo 85 km in bicicletta».

 

Foto: Luca Manca Facebook Fan Page

 

La passione per le due ruote nasce quando a sei anni il padre gli fa provare per la prima volta il motocross. Nel mentre inizia a a giocare a basket, con ottimi risultati, fino a esordire in serie A2. Fa parte di una famiglia di sportivi ma lui sceglie lo sport più estremo.«Lavoro sul fisico, specialmente sulla parte aerobica, devo sostenere gare che durano giorni, in media ci son da fare 1600 km in un giorno. La mia è una malattia, ho sempre fatto questo sport, mi diverto ma è anche un sacrificio. Torno a casa la sera che mi addormento sul divano. Sto con mia moglie e gioco con i bambini. Sono andato a ballare in tutto dieci volte in vita mia, ma ho partecipato a cinque Mondiali. È questione di scelte. Anche dopo l’incidente, non ho mai avuto esitazioni né paure di alcun tipo». Luca Manca ha corso a Dubai, si è allenato in Marocco, sogna di vedere il motocross negli Stati Uniti e non ha mai visto una gara di MotoGp.«Molte cose non posso permettermele», chiosa il campione. «Quest’anno ho speso 66mila euro per sostenere l’attività sportiva. La moto per la Parigi-Dakar mi è costata 35mila euro. Trovare la disponibilità economica per partecipare a queste gare è molto difficile. Avrei voluto e vorrei più sostegno da parte della Regione e delle amministrazioni comunali. Sono grato a Coldiretti, al Comune di Ollollai e agli oltre 5mila aiuti che ho ricevuto da privati e altri sponsor. Ma non bastano. Organizzo gare in Sardegna, faccio conoscere l’isola nel mondo, mi aspetto di più dalle nostre istituzioni».

 

Foto: Luca Manca Facebook Fan Page

 

Foto: Luca Manca Facebook Fan Page

 

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