Camera con vista: Gavino Sini e le nuove vie dell’imprenditoria sassarese

Camera con vista: Gavino Sini e le nuove vie dell’imprenditoria sassarese

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gavino-sini-MODIFICATAUna scoperta divertente è il punto esclamativo del nostro incontro.

Alcuni anni fa GAVINO SINI – all’epoca era il promettente leader della Confcommercio sassarese – aveva titolato il suo secondo editoriale del MAGAZINE ASSOCIATIVO come noi lo abbiamo pensato ora.
Esattamente come quando il compositore italiano STELVIO CIPRIANI aveva creato le indimenticabili note del film “ANONIMO VENEZIANO” mentre il musicista transalpino FRANCIS LAI presentava uno spartito prodigiosamente simile per il sound-track della strappalacrime “LOVE STORY” tratta dal celebre romanzo di ERICH SEGAL.
Servirebbe un nuovo DISTRETTO DELLA CREATIVITA’, una delle intuizioni di questo manager oggi al comando della nostra CAMERA DI COMMERCIO impegnata in una drammatica lotta per la sopravvivenza, dopo la severa riforma della pubblica amministrazione di MATTEO RENZI e l’ennesima spending rewiew dei conti fuori controllo.
Gavino è un bell’uomo di modi eleganti e cordiali, che ama
il mare e la sua ALGHERO di bastioni ed aguzzi campanili, terrazze e vicoli pietrosi. L’impegno sociale e quelli più strettamente personali non hanno ammorbidito la grande attenzione dedicata agli uffici di Via Roma. La realtà non è facile. Le AZIENDE chiudono con insistente e preoccupante continuità. Il CREDITO ALL’IMPRESA vive la sua stagione più nera. Il PATTO DI STABILITA’ sta mortificando la libertà di intervento delle Istituzioni pubbliche, che parallelamente non investono con miope cautela sull’INNOVAZIONE e la RICERCA, non puntano sull’UNIVERSITA’ e le risorse umane dei tanti giovani neolaureati, guardano con sordo e rancoroso scetticismo ai CAPITALI ed alle partnerships estere. Uno scenario drammatico per SASSARI ed il Nord-Ovest della Sardegna, ancora in attesa di un progetto di riqualificazione del comparto produttivo.
In una recente intervista FLAVIO BRIATORE punta l’indice contro l’assenza di una traccia vincente nel settore del TURISMO e della NAUTICA, che indirizza verso altri paesi il mondo delle vacanze. Il territorio si mostra sempre più impreparato alla grande domanda di eventi artistici e culturali che nascono dall’intelligente e fervido lavoro delle associazioni culturali e degli imprenditori del settore.
L’economia langue anche per la mancanza di buone STRADE per i collegamenti e l’eterno psicodramma della continuità territoriale.

Presidente, la nuova riforma licenziata dall’attuale governo non vi ha riservato un trattamento di favore…
Sottrarre al nostro budget il 50% del diritto camerale, che in media è circa 110 euro all’anno per impresa, non risolve minimamente i problemi dell’impresa stessa ma vanifica la possibilità delle Camere di Commercio di favorire ancora importanti ricadute di sistema sul territorio. Iniziative importanti di marketing urbano, promozione economica, formazione, innovazione, sostegno alle imprese “rosa” e giovanili, start up e reti di impresa, vicinanza alle iniziative sociali e culturali, queste solo alcune delle azioni sino ad oggi svolte che d’ora in poi entrano in area rischio.

Quanti soldi hanno sotratto al vostro raggio di azione?
Ultimamente erano circa tre milioni di euro che venivano redistribuiti sul territorio sotto forma di iniziative diverse di assistenza all’economia e alla socialità. Ora il taglio ci impone un’attenzione primaria ai costi fissi e alla necessità di garantire contemporaneamente futuro alla struttura e pari qualità di servizio all’utenza. Questa situazione non aiuterà certo né noi né tutti coloro che hanno potuto trarre vantaggio dalle politiche e dalle azioni del sistema camerale.
Esiste un rimedio o una controproposta?
Nella logistica e una ottimizzazione su aziende speciali, centri studi e formativi che possono far risparmiare cifre di assoluto interesse. Un inadeguato aiuto del Governo centrale potrebbe generare qualche problema.
Esistono delle ricette?
Sul piano teorico abbiamo delle risposte, che naturalmente devono essere scortate dai mezzi economici di adeguato supporto. Le aziende devono crescere nella loro capacità di azione con una superiore conoscenza, una più stimolante competitività – lo storico vittimismo sardo non aiuta ed all’indispensabile attitudine al confronto ed alla lotta – e soprattutto occorre guardare a nuovi mercati.
Non è facile intervenire con queste prospettive…
Bisogna essere degli eroi. Quasi dei missionari. Questo è un momento che offre pochissimi strumenti ed un’insana cupio dissolvi. I soldi pubblici sono esigui, le imprese vivono una condizione finanziaria drammatica e sono vittime della diffidenza crescente del sistema bancario, proprio mentre il Patto di Stabilità dimezza l’indispensabile intervento pubblico.

E gli investitori italiani?
Ci sono anche loro, se non li costringiamo alla resa anticipata. Qualche anno fa avevamo lavorato su un progetto dedicato al cinema. Quattro ragazzi interessanti erano finiti alla New York Academy. Un grosso imprenditore italiano era rimasto folgorato dalla bellezza delle nostre locations naturali ed urbane. Un set a cielo aperto, aveva detto. E voleva aprire grandi studi per spot pubblicitari e serie destinate alla televisione ed al cinema, alle porte di Sassari. Avevamo individuato l’area: cinque milioni di euro di investimento da dividere tra il suo capitale e la Regione Sardegna, che ha invece sprecato questa somma per una sommaria autopromozione a New York. Sarebbe nato un indotto di trecento giovani unità di vari mestieri, ora realizzate in uno studio in Lombardia. Che dire? Siamo imbattibili nel perdere le migliori chanches di benessere e sviluppo.

Quali cose realizzate da Gavino Sini come Presidente della Camera di Commercio, meritano di essere ricordate?
I vouchers da diecimila euro alle giovani imprese. Un intervento aggiuntivo nella terribile alluvione gallurese dello scorso novembre. E poi la mia filosofia trasmessa con grande determinazione: combattere la rabbia e la rassegnazione con la RESILIENZA, che è la psicologica capacità di guardare con spirito costruttivo alle difficoltà della nostra vita.
Che cosa suggerisce la parola Platamona?
Mi suggerisce un’osservazione geografica. Fatta salva una striscia di due chilometri di ciminiere termo-elettriche, il nostro litorale si estende con mille spiagge e tanti angoli diversi fino a Badesi. Il Golfo dell’Asinara è un patrimonio spaventoso di bellezza e potenziale economico. Ma serve un masterplan, che non è una bestemmia. Non vuole dire una colata di cemento sulle nostre superbe coste, ma altre cose: ad esempio una quattro corsie fino a Santa Teresa di Gallura, due parchi naturali meravigliosi e piste equestri per un turismo ecologico e sostenibile. Del cinema abbiamo parlato già.

Sassari sembra allergica alla vita notturna ed agli eventi culturali, non vi sembra?
Non bastano i corsi e la Film Commission. Serve un’industria:
e noi siamo chiamati a tracciare un ponte tra il nord ed il sud del Mediterraneo, anche attraverso i grandi festival di arte e letteratura, musica e teatro. Questo è il turismo vero. Il progetto dei ragazzi della Movida godeva della nostra fiducia ed era stato premiato dalla Commissione. Ma sono sopraggiunte altre ed inattese difficoltà. Servirebbero un centro storico che aiutasse i negozianti ed una forma meno severa di ZTL, o tutto muore. Dalla fase multi-etnica si deve passare ad un progetto sociale comune, anche recuperando la vita ed i servizi intorno all’Università.
Ma secondo me è tardi.
Nell’organizzazione della Camera di Commercio di Sassari Gavino Sini si sente un leader maximo o un primus inter pares?
Mi sento genitore di una bambina disorientata e insicura come sembra essere oggi la nostra economia. Vorrei provare ad accompagnarla ad uno stadio adulto, ad un comportamento consapevole e indipendente. Il mondo è cambiato e sta cambiando con una velocità devastante. A chi fa impresa oggi non bastano più i tradizionali strumenti, la conoscenza dei vecchi modelli. Non è possibile farsi cogliere impreparati e questo significa avere strumenti di conoscenza e intervento al pari degli altri competitori internazionali. Dobbiamo trovare coesione, forza e idee chiare per cambiare un sistema che è ormai superato e accompagnare le nostre migliori forze produttive verso la riscrittura di un nuovo progetto di sviluppo, la nuova rinascita.

Alberto Cocco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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