BLANK cortometraggio sardo al SSFF Film Festival

BLANK cortometraggio sardo al SSFF Film Festival

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L’appuntamento per la proiezione è fissato il prossimo sabato 11 Maggio, nella location di BASE Milano, dove si svolgerà l’evento

Alessandro Fogu, uno dei registi, racconta il film.

«Quando è nato il progetto di creare questo cortometraggio, era chiaro a tutti che il video non avrebbe dovuto raccontare la pratica sportiva del surf nello stesso modo, ormai abusato, in cui viene raccontata da tempo. Lo stereotipo del surfista con i capelli lunghi che si diverte a scivolare su onde perfette, sotto il sole , in paesaggi da sogno e mozzafiato, aveva ormai stancato e non aveva più nessuna attrattiva per noi. Avevamo l’esigenza di trovare nuova linfa e un tipo di linguaggio narrativo diverso, che facesse da perfetto tramite per veicolare il messaggio che ci eravamo prefissati di comunicare. Per chiunque, come noi, si sia mai trovato a dover fotografare o anche solo girare qualche scena di chi pratica questo sport, sa benissimo che la realtà è ben diversa. Le onde perfette sono spesso sostituite da mostruosi e ripidi cavalloni, le giornate di sole si trasformano in fredde giornate di pioggia con sferzate di vento violentissime e anche i paesaggi mozzafiato, che sicuramente non mancano nella nostra bellissima isola, alla luce di tutto ciò, appaiono come luoghi oscuri e pericolosi ma allo stesso tempo mistici e attraenti. Degni, insomma, di un quadro di William Turner.

 

 

Tanto ci bastava per iniziare a comporre un idea di base, in linea con la nostra visione di tale sport.
Ma mancava ancora qualcosa: una motivazione e un vero e proprio protagonista. Personalmente mi sono sempre chiesto cosa spingesse questi atleti a rischiare spesso la propria vita, gettandosi in acqua in condizioni meteo estreme, con entusiasmo e senza battere ciglio. Da qui nasce la motivazione: infatti BLANK descrive il complesso rapporto tra l’uomo e la natura che si cela dietro il gesto atletico, senza soffermarsi in maniera esasperante sulla spettacolarizzazione della pratica sportiva. Esalta i tratti psicologici di questa realtà, deprivandola del suo significato più comune, a vantaggio di un’immagine onirica in grado di indurre a indagare sulle motivazioni che portano l’uomo, nonostante la consapevolezza della sua finitudine e dei suoi limiti, al tentativo di dominare una forza così superiore come il mare.
Il protagonista, a questo punto, non poteva che essere il Mare. Impervio e burrascoso, soggetto a cambiamenti improvvisi, oscuro e terrificante, che dal suo punto di vista vede il surfista come un oggetto estraneo, una macchia scura, una cosa che stona nel suo contesto. Allo stesso tempo, però, capace di mostrarsi calmo e attraente, cristallino ed ipnotico, mistico e invogliante. Insomma un vero e proprio protagonista ben caratterizzato.

 

 

 

Esalta i tratti psicologici di questa realtà, deprivandola del suo significato più comune, a vantaggio di un’immagine onirica in grado di indurre a indagare sulle motivazioni che portano l’uomo, nonostante la consapevolezza della sua finitudine e dei suoi limiti, al tentativo di dominare una forza così superiore come il mare.
Il protagonista, a questo punto, non poteva che essere il Mare. Impervio e burrascoso, soggetto a cambiamenti improvvisi, oscuro e terrificante, che dal suo punto di vista vede il surfista come un oggetto estraneo, una macchia scura, una cosa che stona nel suo contesto. Allo stesso tempo, però, capace di mostrarsi calmo e attraente, cristallino ed ipnotico, mistico e invogliante. Insomma un vero e proprio protagonista ben caratterizzato.

Come da titolo, il Vuoto, “blank” in inglese, ci accompagna in un percorso che lega in modo armonioso il fascino del gesto atletico agli scenari e le spettacolari cornici paesaggistiche offerte dall’isola, portandoci dalle profondità subacquee alla superficie cristallina del mare, per tornare immancabilmente, nel finale, all’oscurità del vuoto sottomarino.
È motivo di grande orgoglio che il frutto di questo lavoro, durato un anno e interamente autoprodotto, possa partecipare ad un festival tanto prestigioso come lo Skate & Surf Film Festival Milano (SSFFmilano), che si svolgerà nel capoluogo lombardo dal 9 al 12 Maggio, avendo così l’opportunità di portare un piccolo pezzo della nostra splendida isola ad un evento internazionale di tale caratura. Si ringraziano per la loro collaborazione i due free surfers molto apprezzati nel panorama nazionale, Luca Sanna e Davide Dettori che hanno prestato il loro volto e le loro tavole per il film oltre ad avere effettuato le riprese subacquee , Giovanni Cossu per la sua disponibilità nelle riprese aeree e Matteo Bulla per la splendida colonna sonora originale che ha scritto ed eseguito con l’aiuto del sottoscritto.
Si ringraziano, inoltre, per la loro collaborazione i surfisti Andrea Virdis e Antonio Muglia, oltre al noto artista Tore Risolu.»
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