BANDITI AD ALGHERO

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di Laura Fois

Il regista Fabio Manuel Mulas racconta il successo internazionale del film: «Promuove la lingua e la cultura sarda nel mondo»

 

Foto di Paolo Calaresu

Nato ad Alghero, residente ovunque. Si definisce così Fabio Manuel Mulas, 36enne produttore, regista e distributore di film, tutti 100% made in Sardinia. Il film Bandidos e Balentes è quello che lo ha portato al grande pubblico, proiettato anche nelle scuole e fino in Palestina e Israele. La particolarità? Essere l’unico film girato in Sardegna in lingua sarda con casting interamente sardo. «Abbiamo raggiunto 26mila presenze al botteghino solo in Sardegna» snocciola dati Mulas «mentre a livello nazionale il film Bandidos è stato presentato in anteprima a Roma a gennaio, a breve andrà in distribuzione in 36 cinema in tutta Italia. Il film affronta una storia vera che ha come protagoniste le donne. Il matriarcato è un tema un po’ sconosciuto ed assente in generale, non solo a livello cinematografico e l’abbiamo voluto raccontare».

 

Foto di Paolo Calaresu

 

In questo momento Mulas sta lavorando a quattro film, in più partecipa a diversi festival, anche per ritirare premi. La prima grande soddisfazione è avvenuta ad Alghero al Coast Film Festival 2017, dove Bandidos e Balentes ha sbaragliato ben 150 film internazionali. La seconda gioia è avvenuta negli States, dove il film ha vinto a Chicago il Premio per la Cultura sarda nel mondo, mentre a maggio il film ha trionfato a Napoli al The Goulf International Film Festival, ricevendo una menzione speciale per aver saputo rappresentare “in un’opera straordinaria la cultura, gli usi, i costumi e la tradizione di una terra”, mentre la protagonista del film, Katia Corda, è stata premiata come miglior attrice.

 

 

Se Bandido e Balentes è stato selezionato tuttora a 41 finali è anche merito delle «musiche del compositore Daniele Barbato» riconosce Mulas. «Il pubblico sta premiando il film anche perché promuove la lingua e la cultura sarda, lo stiamo facendo ovunque nonostante la grande difficoltà a reperire finanziamenti, quindi per me tutti questi riconoscimenti in giro per il mondo valgono come uno schiaffo morale alla regione Sardegna». Ma Mulas va avanti dritto per la sua strada, portando avanti una passione che ha da quando era piccolo. Appassionato di cinema, musica e fotografia, studia prima all’Accademia Sistina a Roma e si specializza poi a Brighton in cinematografia, e da lì inizia la sua carriera, prima come attore poi come regista.

 

 

«A giugno iniziamo le riprese del film sul sequestro Luca Locci, e anche questo film avrà un cast totalmente sardo, ma arriverà a sorpresa un attore nazionale di grande fama. L’altro film» prosegue Mulas «girato ad Alghero, si chiamerà Conteso e affronterà tematiche sociali; parlerà di genitori e figli, bullismo e femminicidio. Speriamo di portarlo alla Biennale di Venezia. L’altro film, Donoria, sarà un colossal medievale, girato ovviamente in Sardegna, e impiegherà 700 attori. Sarà ispirato al libro Sos ojos de Donoria, che racconta la storia della principessa di Rebeccu ma riprenderà tanti altri spaccati della nostra cultura millenaria».

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