B BROTHERS… IN ARMS

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di Roberta Gallo

Da “X Factor” al lancio del primo disco. Il “Viaggio” musicale dei B Brothers

 

Foto: Tore Serra

Biglietti alla mano, seguono il loro itinerario nelle stazioni della musica targata “B Brothers”. Domenico e Alberto Bazzoni, in piena promozione del loro primo disco “Il Viaggio”- spalmata tra i capilinea della Sardegna e non solo – si raccontano di fronte al lungomare di Porto Torres che ha dato loro i natali e visti crescere a <<pane e dischi>>, nel quartiere della Basilica di San Gavino. Bainzini puri con la musica codificata nei geni, imparano già da piccoli a vederla, oltre che ascoltarla, appoggiando la puntina sui solchi del vinile che a tratti, nello stridore, sembra rivelare la premura del loro futuro musicale. I due giovani fratelli maturano da principio esperienze artistiche differenti. Domenico suona la batteria e canta nel popolare gruppo dei “Jump”; Alberto fa pianobar con un amico e sperimenta la selezione ad “Amici”. In un batter d’occhio, si affaccia prepotente in loro il desiderio di un progetto ‘homemade’ che prende forma nel 2005 con il duo Bazzoni Brothers, concentrato in B Brothers. Le due “B” graficate una speculare all’altra, quasi ad identificare il loro connubio artistico: espressioni simmetriche, ma complementari. In equilibrio tra ballate e rock. Soul e pop. Fedeli alla loro anima sarda. In uno stile unico e di rilievo.

Foto: Tore Serra

Ragazzi, la partecipazione al gettonato talent show “X Factor” con “Bohemian Rhapsody”, un brano non proprio semplice, ha aggiunto qualcosa di importante al vostro bagaglio artistico e di vita?

Abbiamo scelto “Bohemian Rhapsody”perché adoriamo i Queen, e poi è un brano dalla struttura musicale intrigante; un insieme di spunti melodici diversi tra loro nel ritmo e nell’armonia, esattamente come piace a noi. Questo ci ha permesso di rendere al meglio la nostra interpretazione. Costruttivo a livello artistico, il confronto con gli altri concorrenti. Deludente il format a livello umano. Però da allora ci è venuta voglia di suonare ‘live’ con una band e comporre brani. Non a caso, subito dopo abbiamo formato un quartetto acustico, da cui sono nati anche i primi rifacimenti in chiave acustica. Dalla canzone italiana di Lucio Battisti e Pino Daniele. Alle sonorità dei Beatles, Steve Wonder e dei Queen, appunto.

foto: Tore Serra

Chi fa parte della vostra band?

Federico Canu (batteria), Jim Solinas (piano e hammond), Fabrizio Conconi e Uccio Soro (chitarra) e Fabrizio Leoni (basso). Grandi artisti e persone splendide.

Anche il vostro primo video clip nasce dopo la presenza ad X Factor. Fortunata coincidenza se pensiamo che il video promozionale di “Bohemian Rhapsody” è tra i precursori del linguaggio visivo della musica.

Vero! Il video clip di “Strade di fango”, la nostra prima canzone inserita poi nell’album “Il Viaggio”. Con la regia di Giampaolo Stangoni, anche lui musicista, realizzato insieme a Pauz, rapper di rilievo nel contesto sardo. Il nostro affiatamento ha permesso di lavorare in armonia e con grande soddisfazione.

Dove è stato girato? E qual è il leitmotiv della canzone?

In una cava d’argilla in Sardegna. Racconta della forza di un desiderio, disposto ad attraversare strade faticose pur di realizzarsi.

Il videoclip del secondo brano “Soleanima”, inserito nell’album e presentato anche in Germania, vanta la presenza di una guest star…

Sì, un video girato da Daniele Macis – partendo da Monte D’Accoddi fino alla chiesa di Bonaria ad Osilo – con la presenza di Gigi Camedda, il quale dopo aver ascoltato il brano ha accettato la collaborazione. Un onore per noi! Come lo è stato qualche giorno fa aprire un concerto dei Tazenda a San Cosimo, nei pressi di Mamoiada, con i nostri brani. Sicuramente emozionante aver portato un po’ della nostra Sardegna ad Amburgo tra gli emigranti sardi costretti a separarsi dall’isola. Sappiamo bene da nostro padre cosa significhi doversi allontanare dalle proprie radici per lavoro.

foto: Tore Serra

“Soleanima” sembra un inno alla vita. Orecchiabile, coinvolge anche un orecchio profano

Identifica la nostra terra sarda dal fascino contradditorio: avara con se stessa e generosa con gli altri. Ognuno di noi la elogia, però la sua vera forza non riesce ad uscire fuori, come se non si sentisse padrona di se stessa. Una lettura approfondita di un testo sardo in versi e l’incedere affaticato e silenzioso dei Mamuthones dell’Associazione Atzeni e Beccoi di Mamoiada, hanno fatto la differenza.

 

L’estate appena trascorsa ha ufficializzato l’uscita de “Il Viaggio”, il cui videoclip giunto oltre le 27mila visualizzazioni in rete, è attualmente in tour con un’agenzia fiorentina in settecento radio d’Italia. Girato a Londra da Pauz e Raimondo Nocco in un percorso a ritroso; dalla meta di ogni musicista alla partenza, per non perdere l’attimo e acchiappare il sogno. Nove i brani inseriti ne “Il Viaggio” e diverse collaborazioni professionali: Jacopo Pinna per la produzione artistica, Giordano Colombo per il mix e il mastering. Federico Canu e Marco Garau per le registrazioni,Tore Serra per la fotografia e Pier Sini per il service luci. Un lavoro che si avvale anche della partecipazione di Francesco Piu, alla chitarra, e Salvatore Moraccini, ai fiati. Di Roberta Usai, Rita Casiddu e Maria Rosaria Soro ai cori. Album rilevante che traccia sonorità in crescendo e dischiude un universo di autentiche emozioni. Musica vera quella dei B Brothers che oltrepassa le maschere mal celate dei talent show. Fatta di umiltà, determinazione e gratitudine. Innumerevoli viaggiatori si dispongono nel loro vagone treno; sostano nelle piazze e nelle cerimonie, come ogni buon viaggio di condivisione sa fare. E come tale riesce a garantire un posto anche a passeggeri d’eccezione: quelli lontano, che non si vedono. Ma li ascoltano.

 

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