ARETHA FRANKLIN, 76 ANNI DI LADY SOUL

ARETHA FRANKLIN, 76 ANNI DI LADY SOUL

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La Regina del soul che merita molto ‘respect’

ARETHA FRANKLIN

PH Jeff Kowalsky

Non capita solo ai giorni nostri che, molte volte, artisti di grande talento rimangano ai margini del mercato discografico, poco conosciuti e poco rispettati.

Un esempio è Aretha Franklin. Tutti conosciamo la regina del soul, ma in pochi sanno che il periodo buio nel quale l’artista si è trovata non è durato un disco o una stagione, ma ben sei anni. Un periodo incrementato da disastrose vicende personali, e quando dal 1967 le cose iniziarono ad andare per il meglio, lei mise la profonda inquietudine che l’accompagnava nelle sue interpretazioni.

Interpretazioni esplosive, spinte dal desiderio di dar voce alla sua anima. Questo ha letteralmente stregato chi ascolta “Lady Soul”, quegli acuti improvvisi che facevano trasalire l’ascoltatore, che mutavano improvvisamente in toni bassi.
Quello che spiccava dalle interpretazioni di Aretha Franklin era questo: il fatto che fosse una creatura umana con tanto di gioia e sentimenti, che si leggevano nelle parole del suo canto. Un’immedesimazione naturale e non semplice.

Quando la Franklin cantava, rendeva sua ogni canzone, interpretandola e spingendola verso nuovi significati, con la sua grinta, la sua aggressività, o la sua reale tristezza. Fu una vera e propria icona soul, che incarnava alla perfezione il bisogno di spiritualità della nuova generazione nera. Basti pensare all’interpretazione che la Franklin ha dato a “Respect” di Otis Redding.

La potenza vocale e la gioia dei primi album per l’Atlantic le fecero vincere dischi d’oro e di platino negli USA; vinse anche 21 Grammy Awards, otto dei quali vinti consecutivamente tra il 1968 e il 1975, tanto che in quel periodo il premio venne ironicamente chiamato “Aretha Award”; ebbe perfino una copertina sul Time. Fu una delle prime artiste donne a comparirvi, ed essendo nera, un grande passo anche per l’evoluzione storica.
Aretha è stata la prima donna ad entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame, nel 1987.

Non solo quindi la massima cantante soul esistente, ma anche un’interprete delle emozioni dando voce all’anima. Dal suo periodo buio in poi, le venne attribuito il soprannome di Lady Soul.

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