ANTONIO SEGNI – L’ARCHIVIO E’ ORA DIGITALE

ANTONIO SEGNI – L’ARCHIVIO E’ ORA DIGITALE

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La Fondazione Antonio Segni, insieme all’Università di Sassari, ha presentato l’archivio digitale di Antonio Segni.

L’intervento di digitalizzazione è stato curato da Archisard Srl e realizzato grazie al sostegno della Fondazione di Sardegna.

Sono intervenuti Mario Segni (Presidente della Fondazione Antonio Segni); Carlo Mannoni (Direttore della Fondazione di Sardegna); Massimo Carpinelli (Rettore dell’Università di Sassari); Attilio Zannoni (informatico di Archisard); Salvatore Mura assegnista di ricerca del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della formazione (Università di Sassari), nonché autore di una biografia di Antonio Segni, edita recentemente da “Il Mulino“.

 

 

Chi era Antonio Segni?

Antonio Segni è stato professore di Diritto processuale, Presidente della Repubblica italiana dal 1962 al 1964, Ministro dell’Agricoltura, della Pubblica Istruzione, degli Esteri e Presidente del Consiglio.

Magnifico Rettore dell’Università di Sassari dal 1946 al 1951, ha fondato la facoltà di Agraria dell’Ateneo Sassarese.

I Dipartimenti di Storia, Scienze dell’Uomo e della formazione dell’Università di Sassari,  sono costantemente impegnati nella valorizzazione di questo importante archivio, dal valore inestimabile. Grazie all’opera di digitalizzazione sarà, da ora, ancora più accessibile e fruibile.

“Con la digitalizzazione è possibile raggiungere un pubblico molto più ampio, e ciò rappresenta una grande occasione di apprendimento anche per i nostri studenti e le nostre studentesse”,

ha dichiarato Massimo Carpinelli.

La Soprintendenza archivistica per la Sardegna ha dichiarato l’archivio di Antonio Segni “di notevole interesse storico” il 3 giugno 2002 ( artt. 6-7, d.lgs 490/1999).

 

 

Da cosa è composto l’Archivio?

I documenti sono inerenti all’attività politica e istituzionale di Segni. Memorie, relazioni, disegni di legge, articoli di giornale, fotografie, scambi di lettere con alte cariche, come Aldo Moro, Amintore Fanfani, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Sandro Pertini, Ugo la Malfa, Giorgio La Pira, Umberto Terracini, e fra i leader stranieri Konrad Adenauer e Richard Nixon.

Di conseguenza, l’Archivio è composto anche da documenti familiari e professionali: quelle del padre Celestino, e i manoscritti di libri e articoli pubblicati, bozze corrette, carte dei più autorevoli giuristi (Chiovenda, Calamandrei, Redenti, Mossa, Satta, Salis, Leone, Mortati, Dossetti etc.).

 

In foto, i rappresentanti di Archisard Srl, la società che ha curato la digitalizzazione dell’archivio di Antonio Segni: a sinistra, Dott. Stefano Manca (General Manager) e, a destra, Dott. Attilio Zannoni (tecnico informatico).

L’opera di digitalizzazione

La base documentale è costituita da circa 12.000 carte che vanno dal 1863 al 1972.

E’ suddiviso in carte riordinate dal prof. Manlio Brigaglia e quelle catalogate sotto la direzione della dott.ssa Carla Ferrante.

A seguito dell’intervento di digitalizzazione è stato realizzato un archivio di 70mila pagine con lo scopo di essere successivamente consultato online.

L’attività di digitalizzazione curata dall’Archisard è stata effettuata da personale altamente specializzato, con dispositivi e tecnologie all’avanguardia atti a preservare l’integrità di ogni singola pagina.

Oggi i documenti si trovano all’interno del Palazzo Segni, in viale Umberto I (Sassari),  in quanto gli eredi del Presidente hanno concesso l’archivio in comodato d’uso all’Università di Sassari.

 

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