A MIA IMMAGINE

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La image consultant Raimonda Lai «Per valorizzare il proprio aspetto serve individuare punti di forza»

 

di Fiammetta Moretti

La personal shopper Raimonda Lai: «Per valorizzare il proprio aspetto serve individuare punti di forza»

 

Tenete sempre alta la testa, i princìpi e i tacchi.
Così era solita esortare le sue clienti una certa Gabrielle, consegnata alla storia del ‘900 con il nome di Coco.

Quella scintilla di autodeterminazione che profumava di Chanel N° 5 non solo non si è mai spenta, ma ora, nel nuovo millennio, ha preso fuoco. Io sono; e voglio che tutto di me lo dica. Ma il mondo corre veloce, ci si fa un’idea delle persone entro il primo minuto di conversazione durante il quale spesso non si è nemmeno aperto bocca. A parlare è la nostra immagine; il personaggio pubblico lo sa bene e cura ogni dettaglio, studia ogni gesto, ogni postura.
E gli altri? Anche.
Nuove figure professionali offrono consulenze d’immagine a donne – ma sempre più spesso anche a uomini – con l’obiettivo di valorizzarne le potenzialità estetiche.
Tecniche specifiche di comunicazione visiva e styling applicate con precisione scientifica, strategie di stile insieme a consigli pratici di lifestyle, sono gli strumenti che nelle mani di una preparata image consulting professionista portano dritti all’obiettivo: un’efficace immagine personale coerente con i gusti del cliente.
Un’impronta personale in linea con la propria indole ed il proprio stile di vita: ecco quale sarà l’immagine che restituirà lo specchio. E si sa: vedersi bene allo specchio è nutrimento per la propria autostima.
E quando ad aver bisogno di definire e valorizzare l’immagine attraverso gli abiti è un’impresa? Allora Raimonda organizza corsi di dress code aziendale.

Ciao Raimonda, benvenuta. Una professione che desta molta curiosità la tua… Come hai iniziato

Fin da ragazzina osservando le mie compagne di scuola mi balzavano all’occhio gli elementi del loro abbigliamento che ne oscuravano le potenzialità estetiche e altri che invece mettevano l’accento sulle criticità. Una dote che, affinata dallo studio di materie specifiche, mi ha permesso di fare il lavoro che mi piace! Oggi come allora, magari in aeroporto fra un aereo e l’altro, immagino trasformate le persone che mi passano davanti!

Quando hai capito che poteva diventare la tua professione?

Subito dopo la laurea in lingue e letterature straniere, mi sono regalata un corso di consulenza di immagine alla Faery Academy di Cagliari; lì ho capito che la cura dell’immagine sarebbe stata la mia strada.

Come ci si prepara per una professione come la tua?

Dopo 4 anni di collaborazione con una delle boutique più prestigiose dell’isola nella quale ho imparato a riconoscere caratteristiche e qualità dei tessuti e vestibilità dei capi in ambito sia maschile che femminile,ho proseguito la mia formazione a Milano all’Accademia del Lusso. Ho studiato comunicazione visiva, psicologia della moda e coordinamento immagine, settori come trends e cool hunter, le tendenze per le stagioni future.Poi all’istituto Rossella Migliaccio mi sono specializzata in moda uomo e sposa. Infine sono tornata in Sardegna, credo che la mia terra abbia molto da offrire, anche ad una image consultant come me.

Scatta una foto al tuo cliente tipo

È una donna che mira ad avere un’immagine vincente, vuole uno stile che la identifichi e desidera fortemente promuoversi. Spesso ha grande voglia di cambiamento, altre ha paura di osare o è in procinto di sposarsi!
L’uomo che si rivolge a me ha bisogno di maggior sicurezza nella vita privata o di un’immagine vincente per il campo lavorativo.

Come avviene una consulenza d’immagine?

Si parte da un incontro nel mio studio durante il quale si individua l’obiettivo della cliente: potenziare la femminilità della propria immagine per esempio, avere un look più curato magari dopo un periodo nel quale si è dedicata ad altro –  una maternità ad esempio – e si è presa poca cura del proprio aspetto. Individuati gli obiettivi, si passa al primo step: la body shape, l’analisi della forma del corpo dalla quale emergeranno i punti di forza. Attraverso i giusti capi, tessuti, colori e stampe studierò outfit che metteranno un focus sui punti da valorizzare; con la stessa tecnica, usata al contrario, minimizzerò eventuali criticità.
Dall’analisi della forma del viso e dal colore dell’incarnato emergono dati che mi guidano nel suggerimento del giusto hairstyle e del giusto accessorio. Per esempio: un viso lungo trova il suo equilibrio con un orecchino corto; uno chandelier ne esaspererebbe invece la lunghezza.

Un lavoro che richiede collaborazioni con professionisti di diversi settori…

Nel tempo ho selezionato quelli con i quali ho raggiunto una perfetta intesa: hairstylist, make-up artist e sarti. Per la sposa invece mi avvalgo tra le altre di una bridal designer eccezionale come Elisabetta Delogu.

Analisi e riorganizzazione razionale del guardaroba: di cosa si tratta esattamente?

È uno degli step della consulenza; a casa della cliente svuotiamo insieme l’armadio, completamente; scarpe e accessori compresi. È un momento molto importante nel quale vedo la personalità che dovrò esaltare o far venir fuori, in certi casi. Nel rimettere a posto i capi partiamo da quelli che non indossa; ne abbiamo tutte. Spesso sono ottimi pezzi che hanno solo bisogno di un ritocco sartoriale. A questo punto creo nuovi outfit che la cliente prova subito scoprendo con gran sorpresa che il suo armadio conteneva soluzioni inaspettate!

E lo shopping?

È l’ultima tappa. Spesso dal riordino degli armadi scopro insieme alla cliente che ciò che serve a completare il guardaroba della stagione e il capo tanto desiderato sono già lì.

Se una donna è malvestita si nota l’abito, se è ben vestita si nota la donna. Ed eccola: la Coco di cui sopra, quella Chanel che rivoluziona il concetto di stile e porta la dignità della cura del proprio aspetto fin nelle classi sociali più disagiate del tempo. Del resto: una moda che non raggiunge le strade non è moda.

Che ne pensi Raimonda?

Concordo. E ti dirò di più: per valorizzare il proprio aspetto serve individuare punti di forza e punti critici per esaltare i primi e minimizzare gli altri. Non un budget pieno di zeri!

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