8 MARZO: SCARPE CHE PARLANO… STORIE CHE CAMMINANO

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Foto: Donato Manca

Foto: Donato Manca

Stridono ancora quelle voci, come lame taglienti, rinvigorite dal gelido vento turritano. E accordano animo a centinaia di scarpe rosse. Scarlatte, come il calore impuro di donne disperse in una folle passione. Vittime di trame oscure e spirali malate. Chermes, come il colore dell’amore mancato e del rossetto desiderato. E vermiglie, come il sangue. Forte è il richiamo messicano in città delle “Zapatos Rojos”- Scarpette Rosse – per capire che Juàrez non è poi così lontano. Perché al mondo sono tante le donne convinte che l’amore trionfi sempre. Quello sano, forse. Ma quello malato,che vive di prevaricazioni, soprusi e violenze, no.

IMG-20160306-WA0007“Scarpe che parlano, storie che camminano” è l’esortazione della Fidapa – in collaborazione con il Comune di Porto Torres e l’Università di Sassari – a manifestare contro la violenza sulle donne con una fiaccolata. A dire basta al femminicidio.

E, mentre le storie proseguono il loro cammino di speranze negate, le scarpe si domandano che fine abbiano fatto gli anni di lotta delle loro proprietarie per affermare sé stesse, nella loro consapevolezza, nell’ identità e nella dignità di donne. Probabilmente dissolti in un neologismo che le differenzia nel genere: femmine. Ruoli diversi dai maschi con opportunità e aspettative differenti, spesso vittime dei loro “ti amo troppo”. E così per alcune, le mura di casa diventano prigioni e i compagni, mostri da cui fuggire.

Storie che incappano in sogni bruciati e scarpe che reclamano educazione: una nuova cultura per i figli delle donne. Uomini di oggi e quelli che saranno, nel rispetto di un modello di parità.

Storie che incontrano ipocrisia, scarpe che danzano sulle intenzioni di un mondo che offre ampio spazio alle donne ma, di fatto, sottrae loro il diritto a difendere sé stesse. Privandole di misure di sicurezza immediate e a lungo termine e, permettendo che un reato divenga conflitto. E il carnefice una vittima.

Storie che si consumano lentamente e scarpe che annaspano in un mare di domande e da anni attendono risposte per concedere l’agognata libertà a chi non c’è più.

Storie intricate, scarpe senza stringhe, per chi continua a camminare … con un laccio al cuore.

(articolo pubblicato per la prima volta nel periodico “In… Città” nell’anno 2013)

Roberta Gallo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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