LAWRENCE DI SARDEGNA

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La ricerca tenace di un ammiratore speciale della Cavalcata Sarda

David Herbert Lawrence è stato uno scrittore formidabile.
Un poeta ispirato. Un nemico giurato dell’ipocrisia britannica dell’età vittoriana.
Un curioso studioso delle culture e delle abitudini lontane dal suo mondo.
E non solo. Si può dire di lui che abbia egregiamente incarnato l’anima avventurosa ed intelligente dell’esploratore mai sazio di conoscenza.
I viaggi sono stati le fonti di ispirazione creativa della sua eterogenea anima di intellettuale irrequieto ed anticonformista.
I suoi pensieri audaci e provocatori hanno rivoluzionato il pensiero del primo ventennio del Novecento.
Lawrence ha scandalizzato i puristi ed i benpensanti, con il suo erotico romanzo “L’amante di Lady Chatterley”.
Il nostro passionale David Herbert ama l’Italia di un ricambiato amore. Le sue poesie bellissime hanno un successo incredibile e clandestino. E la sua sete di arte e cultura lo porta in ogni landa del Belpaese, alla ricerca dei più famosi capolavori dell’arte rinascimentale, delle vestigia di epoca romana e dei misteriosi tesori naturali ed architettonici tra le aree meno conosciute del tradizionale Grand Tour italiano. Il suo taccuino si riempie di mille fittissimi appunti, prima di decidere imperiosamente l’approdo nelle due isole maggiori.
Prima la Sicilia della affascinante Magna Grecia e dei templi, dei vulcani e della odorosa zagara.

Lawrence
E poi la misteriosa e lontana Sardegna. Ichnusa lo ammalia. Scrive di sentirsi rapito da questa regione selvaggia ed abbandonata.
E’ un amore a prima vista. Gli arcaici nuraghe ed i sentieri ripidi di montagna, i boschi incontaminati e le fonte di acqua sorgiva lo restituiscono ad una natura altrove perduta.
Scopre il suo mare, ed è un incontro incantevole. Anche le città medioevali dell’isola alimentano il suo scrivere.
Nasce il suo “Mare e Sardegna “ del 1921. Viaggia con i bus ed i treni a scartamento ridotto.
Si lascia lentamente conquistare dalle piccole stazioni e dai paesini arroccati sulle montagne, che gli donano pace ed energia.
David Herbert Lawrence arriva a Sassari quasi alla fine della sua avventura sarda.
Ha soggiornato a Cagliari, nell’Hotel Scala di Ferro del Largo Carlo Felice.
Dalla sua stanza ha ammirato il quartiere medioevale, prima di concedersi la quotidiana passeggiata alla darsena con i pescherecci alla fonda.
Poi ha visitato le  silenziose e magiche lande della Barbagia, tra i silenzi e le case basse di un popolo reticente e cautamente ospitale.
Ha visitato Olbia Terranova,  e le sue marine incantevoli al tramonto.
Poi sceglie Sassari, con la fedele moglie Frieda. Rimane colpito dal Duomo e dalla Fontana del Rosello.
Sottolinea con piacere i vivaci colori ed il laborìo delle botteghe artigianali dell’antico borgo, non più custodito dalla cinta di mura.
E’ un uomo sensibile ai problemi sociali. E’ di umili origini:viene dauna famiglia di minatori inglesi, e non si sente spiritualmente incline all’altezzosa aristocrazia ed alla spiccia middle class.

Ma è la Cavalcata Sarda, che lo appassiona.
La speciale magia di questo rito. Si lascia trascinare dai costumi colorati e distintivi dei cento paesi.
E’ fortemente impressionato dalle musiche arcaiche, tramandate con certosina pazienza ed infinito amore attraverso le generazioni.
Batte le mani con infantile entusiasmo. E si confonde tra la gente festosa,con un sorprendente understatement.
Nessuno riconosce in quel gentile viaggiatore uno dei più importanti e rivoluzionari scrittori del Novecento.
Scriverà più tardi: “Incantevole spazio intorno e distanza da viaggiare. Nulla di finito. Nulla di definitivo. E’ come la libertà stessa”.
La Sardegna è come la libertà. E la Cavalcata è la bellezza.
Nella domenica del suo annuale ritorno,la grande festa popolare dei sardi conserva l’emozione ed il privilegio di un ammiratore straordinario.

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