19 settembre 1961: Salvatore Ghilardi, 2 miliardi di lire e l’inizio della Costa Smeralda

19 settembre 1961: Salvatore Ghilardi, 2 miliardi di lire e l’inizio della Costa Smeralda

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Cinquantotto anni fa venne venduto il terreno dell’Isula di lu Monti, non una compravendita qualsiasi, ma l’atto di nascita della Costa Smeralda

fonte Consorzio Costa Smeralda

La leggenda (falsa) del pastore e dei milioni al posto dei miliardi

Oggi ricorre una data importante per il Consorzio Costa Smeralda: il 19 settembre 1961 venne venduto il terreno dell’Isula di lu Monti e il venditore è entrato nella leggenda: Salvatore Ghilardi, classe 1886

Molti hanno ironizzato sul fatto che non conoscesse il valore dei soldi, e che per le sue terre chiedesse milioni invece che miliardi. Non era vero. È una fake news che i documenti spazzano via. Ghilardi, che viveva nello stazzo di Cicculedda, nella collina che domina tutta Cala di Volpe, ha sempre preteso miliardi proprio per quell’appezzamento di terra, esteso per 300 ettari. E lo ha venduto nel 1966 solo dopo una lunga trattativa (durata cinque anni) e dopo aver venduto, a rate, altre due aree di sua proprietà, tra cui quella di l’Isula di lu Monti.

Salvatore Ghilardi

Ph. Consorzio Costa Smeralda

L’atto di passaggio di quest’ultima avvenne 58 anni fa, a San Pantaleo. L’Isula di lu Monti è la penisola, tra le spiagge di Liscia Ruja e Cala Petra Ruja: un promontorio ricco di vegetazione, con una piccola casetta costruita da Ghilardi per passarci la notte e alcune spiaggette isolate, molto amate da Dolores Guinness (da qui il nome, inappropriato, di Punta Guinness)

Questo terreno in comune di Arzachena, di 40 ettari, interamente recintato, era il più lontano dallo stazzo di Ghilardi. La trattativa fu veloce e il contadino se ne liberò senza troppi problemi: a comprare fu Etablissement Romazzino, rappresentata da Patrick Guinness, uno dei Soci Fondatori del Consorzio

Poco prima, a giugno, Ghilardi aveva venduto un altro terreno alla Romazzino: una striscia dietro la spiaggia di Li ‘Itriceddi. Poi, per i restanti 300 ettari, aveva da subito preteso miliardi. Miliardi non milioni. Lo documentano gli atti notarili, lo scrissero da subito i grandi giornali nazionali: Ghilardi vuole 2 miliardi, prendere o lasciare. Quella cifra fu pagata, perché senza quei terreni non sarebbe potuta nascere la Costa Smeralda

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